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La storia di Sigfrido

Sigfrido sin da bambino manifesta la sua vena creativa e capacità attoriali e sceniche.

Frequenta il Dams a Tor Vergata.

Si distingue per la dote interpretativa dei testi ed un tono di  voce teatrale.

Sperimenta la sua creatività in una Boutique floreale: Rose e Fiori.

Poi la passione per la cinofilia, inizia ad allevare Carlini, con discreto successo. 

Nel tempo libero da vita a storie di sentimenti parlanti, di figure non stereotipate che esprimono un senso di meraviglia e dolore e poesie ispirate alla  VITA.

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Sigfrido Barletta

Dove il cuore si racconta

i suoi scritti sono poesie al vento

storie di vita e di carne, ossa e cuore

la vita che fugge e tu che perdi la coincidenza

il treno che ti aspetta al binario ma tu hai sbagliato giorno

poesia d'amore contemporaneaSigfrido Barletta
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dialogo tra fratelli

Ferma i pedali e scendi dalla ruota della vita, dal carrozzone che altri hanno messo in moto per noi. Guardami intensamente quello che sonò oggi è lo stesso di quello che ero ieri. Nulla è cambiato,  nulla mi ha cambiato e spesso gioco a tornare in quel tempo. Cavalco il nostro triciclo di latta rosso. Gioco ancora a nascondino e sono sempre quello che si lascia trovare da te Copro ancora le bambole sul letto  Ed ho ancora paura di dormire al buio. Ti ho sostituita con quello che "Vita" mi ha ordinato di maneggiare Mi sono piegato a lei ma solo avendo te. Mi sono piegato poche volte e non mi sono mai spezzato grazie a te. Ti vedo ora attonita a chiederti perché Me lo chiedo anche io, spesso. Non c"e risposta e non la cerchiamo più. Siamo solo io e te, un bambino che non voleva crescere ed una donna bambina che l'ha capito. Sempre.

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Continua...

Continua così e Non fallire. Sbattilo bene, magari frenandoci sopra. Il mio cuore azzoppato. Privandolo di gioie e certezze. Carezze neanche a parlarne E aride notti di lacrime Insonni E giorni di assenza di te... E crediti RE del mio tutto, Raccogli E gongola su lacrime a lutto, Perchè sul tuo trono non osa, Posarsi pietà. Ma sappi che scrivo. Mi struggo ma scrivo. Esalando quel poco che resta di me.

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Poetar d'amore...

Qui tutto bene  Mi lacero inventandomi la storia  di uno al posto mio. Il giorno troppo chiaro La notte troppo lunga  e il fumo, avvolge della legna che non arde. Acre con acredine che splendido mesh up! I lividi nell'animo non sbiancano e... di nuovo sul burrone con l'eco in lontananza. Ma nella stanza  appare la fragranza che ti scorta. Sei nota di dalia e rosmarino giunchiglie a capo chino grappoli di rose e alcoliche peonie, ghirlande stracolme di petunie che spandono l'odore dell'alloro che le tiene, I bulbi tutti in fila  esplodono ai tuoi passi Narcisi, tulipani in mezzo ai sassi Ti chiedono carezze  e tu ti abbassi, E gli iris che s'innalzano ti porgono la testa sottomessi. Padrona del giardino insinui il tuo cammino  di la'... Ninfee stracolme di ranocchi  del verde che da' agli occhi  riflettono nell'acqua cristallina ma... E' gia mattina. Un altra delle tante, La sveglia che  mi urla per dispetto  allora si recita a soggetto Prendendola di petto Sta' vita  senza te.

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Amore e Psìche cosi riduttivo sentirti mia... ma tu sei d'amore di nuvola e amore di petali caduchi e di ombre di giochi d'estate sei sabbia mulinello impetuoso di sensi sei rena di fiume dai verdi riflessi piu' intensi sei sasso che lanci profondo nell'animo mio ma sei anche terra feconda e materna che si apre alla sterile vena che e' in me e poi pioggia dall' acre sapore di pini o dolce da gocce cadenti di pruni o brezza di vento del sud che asciuga il mio lento sudare spiegando a me stesso l'assenza di te.

 

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Colazione di lunedì e' tardi ma ti ho pensato e come sempre mi scopro a rimboccarti gli angoli del cuore per te... avrei squarciato il cielo grigio con un dito un’ altra colazione o mia regina avrei imbandito, caraffe cristalline corolla allo splendore del tuo viso riflessi che ti donano giustizia rispettosa per te... avrei sfornato fragranti melodie guardandoti annusare le candide giunchiglie a capochino da te arbusto sempre verde e sempre vivo atteso avrei quel lento invuluppare le membra insieme al nostro cuore

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Sei madre Di tutte le madri Di me figlio tuo E di quelli che rifugiano in te tra le pieghe del cuore Di loro dei sussulti che calmi dei cesti di lacrime che schivi del tempo che impieghi Per noi Figli tuoi A volte disperati gonfi di rabbia dopo giornate di nuvole nere di notti insonni Ed allora l'incanto Incede il tuo sguardo Lasci scorrere il cuore Su noi

il tuffatore di Paestum
Ioien

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