
ΙOIEN
Che io possa andare oltre
Museo Dday in miniatura
Il D-Day in Miniatura è il primo museo italiano interamente dedicato al D-Day e all'epica Battaglia di Normandia. Nato nel 2009 per celebrare il 65° anniversario dello sbarco, è frutto della passione di Giordano Formenti, docente di storia e direttore del museo.
Entrare in questo museo significa vivere un'esperienza straordinaria e coinvolgente: diorami spettacolari, miniature curate nei minimi dettagli, tecnologie multimediali all'avanguardia e una ricca biblioteca specializzata ti trasporteranno nel cuore del "giorno più lungo".
Un viaggio imperdibile per scoprire e rivivere uno dei momenti più cruciali della storia, quando il coraggio di migliaia di uomini ha cambiato per sempre il destino della libertà e della storia.

Intervista al Direttore del Museo del D-Day in Miniatura
Il 6 giugno 1944 rappresenta una delle date più decisive della storia moderna: il D-Day, lo sbarco in Normandia che segnò l'inizio della liberazione dell'Europa dal nazifascismo. A distanza di oltre ottant'anni, la memoria di quegli eventi eroici continua a vivere attraverso testimonianze, documenti e ricostruzioni storiche.
Tra le realtà più affascinanti dedicate alla preservazione di questa memoria c'è il Museo del D-Day in Miniatura, un luogo dove la grande storia incontra l'arte della miniaturizzazione. Qui, attraverso diorami accuratamente realizzati, modellini dettagliati e scenografie in scala, i visitatori possono rivivere quei momenti cruciali con una prospettiva unica e coinvolgente.
Ioiencultura ha intervistato il direttore e fondatore del museo: Giordano Formenti, per scoprire come è nato e si è sviluppato questo straordinario progetto culturale, quale passione lo anima nel tramandare la memoria attraverso l'arte della miniatura, e quale ruolo può giocare un museo così particolare nell'educazione delle nuove generazioni.
Origini e ispirazione
• Come è nata l’idea di creare un museo in miniatura dedicato al D-Day?
G.F. Dall’incontro di svariati fattori: la mia formazione storica, l’hobby del modellismo e del collezionismo, il fascino della Normandia con i suoi paesaggi, la sua cultura e il modo davvero unico con cui conserva la memoria dello sbarco.
• Qual è stato il principale obiettivo nel realizzare questo progetto?
G.F. Direi senza’altro rendere un, sia pur modestissimo omaggio, agli uomini che hanno combattuto per liberare l’Europa dal gioco nazista.
• Quanto tempo è stato necessario per completare la collezione e l’allestimento?
G.F. La collezione è iniziata quasi per caso una trentina di anni fa, l’allestimento vero e proprio (pensato come raccolta ordinata di materiale) risale al 2009 ma in realtà il museo è sempre in allestimento… si rinnova continuamente.
Contenuti e realizzazione
• Quante e quali scene in miniatura sono esposte nel museo?
G.F. Difficile fare un vero e proprio inventario, ma si tratta di centinaia di diorami, mezzi aerei navali e marittimi e decine di riproduzioni di uniformi.
• Quali materiali e tecniche sono stati impiegati per costruire le miniature?
G.F. Direi che la regola è soprattutto la varietà, soprattutto per quanto riguarda le scale utilizzate per miniature e diorami: si va dalle riproduzioni di uniformi e armi estremamente accurate in scala 1:6 fino ai diorami marittimi riprodotti in scala 1:2400
• Ci sono artigiani o modellisti particolarmente coinvolti nel progetto?
G.F. In linea di massima si tratta di modelli realizzati da me a partire da kit commerciali più o meno personalizzati. In qualche caso ho fatto ricorso ad alcuni artigiani e modellisti, soprattutto inglesi, ad esempio per la collezione dei “Service Caps” britannici e canadesi in scala 1:6, realizzati appositamente per il museo.
Accuratezza storica
• In che modo è stata garantita la fedeltà storica delle ricostruzioni?
G.F. Principalmente grazie alle ampie fonti fotografiche d’epoca e a numerosi testi storici.
• Sono stati consultati archivi storici per la documentazione?
G.F. Soprattutto archivi fotografici e cinematografici (primo tra tutti quello dell’Imperial War Museum britannico) molti dei quali sono consultabili online e sono reperibili anche attraverso le pagine web e i canali social del nostro piccolo museo.
• Quali sono stati gli aspetti più difficili da riprodurre in scala ridotta?
G.F. Probabilmente i dettagli di alcuni mezzi utilizzati appositamente dagli alleati durante lo sbarco e la successiva campagna. Penso, ad esempio, ai carri speciali della 79a divisione o ai componenti dei porti Mulberry.
Esperienza dei visitatori
• Come reagiscono i visitatori di fronte alle scene in miniatura?
G.F. La cosa che mi ha sempre maggiormente colpito durante le visite è senz’altro la reazione alla vastità delle risorse messe in campo durante lo sbarco. Del resto è proprio questo il fine dichiarato del museo: illustrare qualcosa di estremamente grande utilizzando qualcosa di estremamente piccolo.
• Qual è la sezione o la scena più apprezzata dal pubblico?
G.F. Difficile rispondere: forse la sezione dedicata a quella incredibile opera di ingegneria militare che sono stati i porti prefabbricati Mulberry, costruiti in Inghilterra, traghettati attraverso La Manica e installati sulla costa normanna per garantire i rifornimenti in assenza di porti conquistabili in tempi brevi.
• Il museo offre percorsi interattivi o strumenti digitali di approfondimento?
G.F. Il museo dispone di una ampia mediateca con migliaia di immagini digitalizzate e centinaia di ore di filmati. È inoltre possibile una “visita virtuale” ai luoghi dello sbarco su schermo interattivo. E sono disponibili lezioni multimediali digitali.
Educazione e memoria
• In che modo, secondo lei, il museo contribuisce alla memoria collettiva dello sbarco in Normandia?
G.F. Il nostro contributo non può certo paragonarsi a quello dei tantissimi musei che sorgono sui luoghi dello sbarco. Diciamo che il nostro obiettivo è più modestamente quello di suscitare interesse e spingere ad approfondire lo studio di questo specifico avvenimento, del secondo conflitto mondiale in genere e a riflettere sul delicatissimo tema della guerra e della Pace
• Sono previste attività didattiche per scuole o gruppi giovanili?
G.F. L’offerta per le scuole si concentra soprattutto sulle lezioni multimediali e sugli approfondimenti da tenersi direttamente nelle scuole.
Prospettive future
• Ci sono progetti di ampliamento o nuove scene in preparazione?
G.F. Come dicevo, il museo è sempre in ampliamento. Attualmente direi che sto cercando di ampliare soprattutto gli aspetti multimediali con alcune installazioni digitali in fase di progettazione.
Che cosa rappresenta personalmente il museo in miniatura del D-Day per Lei?
G.F. Soprattutto una straordinaria occasione per far convivere la mia formazione storica ed esperienza didattica con l’hobby del modellismo e l’amore per la Normandia.




