Manon Lescaut dal romanzo all'opera lirica
- FRIDA MONTEFUSCO

- 19 mar
- Tempo di lettura: 6 min
Massenet, Auber e Puccini
Una storia d'amore e di sventura, una giovane incantevole ragazza e un romantico innamorato, dalla narrazione scritta alla rappresentazione teatrale e lirica.
«Tutti i beni diversi da quelli che spero di avere con te sono disprezzabili, dal momento che non potrebbero resistere un attimo, nel mio cuore, contro uno solo dei tuoi sguardi.»
(Storia del cavaliere Des Grieux e di Manon Lescaut, Des Grieux)
La storia del Cavaliere Des Grieux e di Manon Lescaut raccontata nel romanzo che lo scrittore francese Prévost scrisse nel 1731, nell'Ottocento divenne soggetto da prima in opere teatrali e poi Opera lirica.
Il racconto era il 7° ed ultimo di Memorie e avventure di un uomo di qualità, neanche il suo autore si sarebbe immaginato che la sua Manon avrebbe lasciato il segno.
Tutti diventarono interessati a questa storia, raccontata con trasporto, quasi da donarle un alone di vita realmente vissuta. Sin dal principio quando venne dato alle stampe, fu bloccato in tutti i modi, tuttavia edizioni clandestine, lo distribuirono ed ottenne un successo senza pari. La disgraziata storia d'amore e di rovina di due giovani ragazzi nella Parigi della Reggenza, momenti di intesa passione alternati a tradimenti, bari e vita dissoluta fino alla tragica fine di Manon nel deserto americano.
Accadde che 1820 iniziarono ad andare in scena numerose riprese teatrali, a Parigi nei vari teatri dell'epoca: dal Théàtre de la Gaité al Théatre de l'Académie Royale de Musique con un balletto - pantomima.
La figura di Manon ha ispirato anche poeti e scrittori come Dumas, che compone nel 1848: la Dama delle Camelie, apertamente tratto dal romanzo di Prévost, Margherita, il personaggio principale ricorda molto Manon e viene descritta come "charmante". Dumas nomina la figura di Manon, all'interno del suo romanzo. Successivamente compone una versione teatrale nel 1852 e poi il salto di rappresentazione con il libretto che Piave, librettista che collaborava con Giuseppe Verdi crea per La Traviata, tra le opere liriche più apprezzate.

Quest'opera lirica è considerata la prima vera rappresentazione della storia ispirata alla figura di Manon, la prima rappresentazione fu presso il Teatro La Fenice di Venezia. Il soggetto dell'Opera è legato alla figura di Manon Lescaut sia nella storia narrata che nelle caratteristiche del personaggio femminile.
In Francia, per la prima volta la Manon Lescaut venne rappresentata all'Opéra-Comique da Auber, con i testi scritti da Scribe.

Daniel Auber ((Caen, 29 gennaio 1782 – Parigi, 13 maggio 1871)
compositore francese, oggi quasi dimenticato ma grazie a lui Manon venne portata all'Opera!
Una curiosità: a Parigi c'è una stazione che sembra più un'opera d'arte che una stazione della metro, sapete come si chiama? Auber, venne inaugurata il 23 novembre 1971, deve il suo nome a Rue Auber, che a sua volta prende il nome dal compositore dell'Ottocento Daniel Auber, La stazione si distingue per le sue dimensioni imponenti, essendo una delle più grandi stazioni sotterranee a volta al mondo. Il suo design e le sue proporzioni monumentali le hanno guadagnato l'appellativo di "il più grande sottomarino del mondo".

Il librettista Scribe invece era tra i più quotati in Francia e in Europa, collaborò con musicisti importanti e scrisse tante opere drammatiche di successo e tra queste La Manon.
Scribe scrisse il libretto con tenerezza e passione e Auber creò la musica,
L’opera fu rappresentata per la prima volta all’Opéra-Comique di Parigi il 23 febbraio 1856 riscuotendo un discreto successo. Il libretto di Scribe si allontana molto dal soggetto originale di Prévost, anche perchè in quel periodo, sotto Luigi Filippo, il principale compito dell'opera-comique era di intrattenere la borghesia. Le successive opere di medesimo soggetto musicate da Massenet e da Puccini misero presto in ombra il lavoro di Auber.
Versione Manon Lescaut di Auber:
La versione di Auber ebbe un breve successo, perché il 19 gennaio del 1884 Jules Massenet che componeva per lo stesso teatro di Auber propose al pubblico del teatro. la sua Manon. Una versione totalmente diversa, aveva cercato di creare un compromesso tra una storia superficiale e la sua idea di attenersi al romanzo di Prévost, la Manon di Massenet era fascinosa e il cavaliere des Grieux rappresentato nella sua debolezza. Era un'opera francese, dove le fragilità dei personaggi vengono messe in risalto.
Il musicista Debussy criticò Massenet per essere stato troppo leggero e sentimentale, solo per mantenere il suo pubblico che era abituato a storie superficiali.

Jules Massenet ((Saint-Étienne, 12 maggio 1842 – Parigi, 13 agosto 1912) fu un compositore del periodo romantico, che influenzò la musica francese. L'opera di Manon lo rese famoso, dopo tanti anni di creazioni e composizioni. Manon fu destinata a divenire una delle opere francesi più popolari dopo la Carmen di Bizet.
Gli venne riconosciuta una grande sensibilità nel delineare, attraverso la musica, le molteplici sfumature emotive e ambientali dell’opera Manon di Jules Massenet. Si evidenzia la sua capacità di passare da scene vivaci e mondane — come la festa in strada — a momenti di profonda spiritualità o desolazione, come nella chiesa di Saint-Sulpice o nella sala da gioco.
Il riferimento al “colore locale settecentesco” e agli “spunti di comicità brillante” sottolinea l’equilibrio che Massenet riesce a creare tra leggerezza e dramma, evitando che la vicenda scivoli in un sentimentalismo eccessivo.
Al centro di tutto rimane Manon, figura complessa e mutevole, la cui evoluzione psicologica è resa attraverso un linguaggio musicale raffinato: dall’ingenuità giovanile, alla passione sensuale, fino alla tragica consapevolezza finale. È un ritratto sonoro di straordinaria profondità, che spiega perché Manon resti una delle opere più amate del repertorio francese.
Versione Manon Lescaut di Massenet:
Il 1° febbraio 1893 fu la volta di Puccini, che portò in scena la sua versione di Manon, e fu l'opera che gli diede successo e venne incoronato come il successore di Giuseppe Verdi. Manon fu la prima vera eroina pucciniana. Lei diventa la protagonista assoluta, la traditrice, abbandona e fa del male ma è anche la più sofferente e la più sola. Nella prima parte mantenne la storicità del Settecento, con i suoi tratti ipocriti e leziosi. Puccini disse che l'opera di Massenet era alla francese "con cipria e minuetti", mentre la sua Manon sarebbe stata all'italiana, carica di passione e trasporto. Una volta sbocciata la passione tra Manon e il Cavaliere Des Grieux, il percorso della storia è decontestualizzato cronologicamente, finendo per privare la vicenda di Manon delle coordinate temporali e rendendola melodrammatica.
La prima versione venne rappresentata al Teatro Regio di Torino, venne recuperato lo "charme" di Manon ma sviluppato come un segno di sventura per il protagonista maschile.
Manon è giovane ma non ingenua, è sensuale e provocatrice in bilico tra il desiderio di ricchezza e l'amore vero.

Giacomo Puccini (Lucca, 22 dicembre 1858 – Bruxelles, 29 novembre 1924)
Nato in una famiglia di musicisti di Lucca, dediti alla composizione di musica sacra e all’insegnamento, Puccini cresce nella casa di famiglia a Corte S. Lorenzo destinato a seguire la tradizione familiare. I suoi antenati sono maestri di cappella in Lucca da quattro generazioni, tutti hanno studiato alla scuola musicale di Bologna e sono componenti della confraternita musicale di Santa Cecilia della propria città.
La passione per il teatro musicale nasca da un rappresentazione dell’Aida di Verdi alla quale assiste a Pisa nel 1876.
Manon Lescaut è considerata un’opera fondamentale nella carriera di Giacomo Puccini. È la sua terza opera e rappresenta un momento di svolta: da un lato raccoglie l’eredità della grande tradizione lirica italiana, dall’altro mostra già la ricerca di nuove forme espressive e una sensibilità drammatica più moderna.
La Manon Lescaut di Puccini fu sperimentazione, sia nella struttura musicale, che alterna lirismo intenso e momenti sinfonici, sia nell’orchestrazione, ricca di colori e sfumature emotive. È un’opera che segna il passaggio verso il suo stile maturo, quello che poi esploderà in capolavori come La Bohème, Tosca e Madama Butterfly.
Versione di Manon Lescaut di Giacomo Puccini:
Si avvalse di un gruppo di librettisti famosi: Leoncavallo, Giacosa, Oliva, Praga, Illica e Ricordi, lui voleva una Manon diversa, passione pura. Ordinò ai suoi collaboratori di leggere il romanzo di Prevost ma non il libretto di Massenet. A chi intervistò Puccini, si senti dire che la sua Manon era all’italiana: passione disperata. Nell’opera pucciniana l’effetto dell’incanto si produce come una sorta di eco, dopo l’uscita di scena di Manon, nella sua assenza e nel ricordo di lei.











