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Antoine de Saint-Exupéry: scrittore e aviatore

  • Immagine del redattore: FRIDA MONTEFUSCO
    FRIDA MONTEFUSCO
  • 6 giu
  • Tempo di lettura: 4 min

Un nome diventato presto leggenda e noto in tutto il mondo a partire dall'infanzia, grazie al suo racconto più celebre: il piccolo principe.


Il 29 giugno 1900 a Lione, in Francia, nacque Antoine de Saint-Exupéry.

Suo padre era Jean de Saint-Exupéry, un visconte che lavorava come ispettore delle assicurazioni nella regione del Rodano, sua madre era Marie Boyer de Fonscolombe, una pittrice.

Antoine trascorse la sua infanzia in un luogo meraviglioso: una bella casa in stile classico circondata da un grande parco pieno di abeti neri e tigli.

Questo posto rimase per sempre nel suo cuore come un luogo speciale e amato.

Antoine fu un bambino felice in questa oasi di pace, accudito dalla governante Paula, che veniva dal Tirolo.



Saint Exupery da piccolo
Saint Exupery da piccolo

In famiglia veniva chiamato Antoine "Re Sole" per i suoi bellissimi capelli biondi.

Cresceva protetto da ogni problema e circondato dall'affetto dei suoi cari.

Sua madre lo amava in modo speciale e gli dedicava moltissime attenzioni e tenerezza. Fin da piccolo, Antoine mostrò una grande passione per la meccanica.

Sua sorella raccontava che una volta Antoine costruì una vela rudimentale e la montò su una bicicletta. Ben presto si appassionò anche agli aerei, e nel 1912 provo l'emozione del suo primo volo sull'apparecchio del pilota Védrines, che diventò un grande eroe di guerra. Durante il periodo del collegio, per sopportare la solitudine e l'ambiente ostile, iniziò a scrivere e leggere con continuità e trasporto. Il 2 aprile 1921, chiamato al servizio militare, smette di frequentare la scuola ed è arruolato nel 2° Reggimento d’Aviazione, dove è assegnato all’officina di riparazioni. Comincia a prendere lezioni di pilotaggio e durante una prova di volo ha il suo primo incidente.

Divenuto adulto, si convinse che la conoscenza non si attuava per via mediata con l'ausilio dell'intelligenza astratta e della logica ma prendendo diretto contatto con le cose.

Il suo primo libro venne pubblicato nel 1928, intitolato "Corriere del Sud" in cui venivano riportate le sue impressioni, le avventure vissute. Il tempo che passava, le persone nuove che incontrava e le situazioni diverse che viveva, cambiarono profondamente il modo di scrivere di Saint-Exupéry. I suoi romanzi presero un tono completamente diverso, meno romanzato.


Nella sua opera più famosa: Il piccolo principe, riversò tutti suoi pensieri e la sua filosofia.

Tutta l’opera è percorsa da una sottile nostalgia per l’infanzia. La fanciullezza, infatti, è il momento eletto della vita di un individuo, in cui si è capaci di instaurare veri ed autentici legami affettivi senza dover sottostare a compromessi dell’età adulta.

Il messaggio del libro è un invito agli adulti: far rivivere e coltivare il bambino che hanno dentro di sé. È proprio questa parte bambina che ha la capacità speciale di creare legami veri con le persone. La raffigurazione di questo momento è lasciata alle pagine del Piccolo Principe più per adulti che per bambini.

Il Piccolo Principe è un breve romanzo scritto da Saint-Exupéry nel 1943. Si compone di 27 capitoli, una dedica iniziale e una conclusione. All’interno dei capitoli sono riportati gli acquarelli che illustrano la storia, sono stati dipinti dall’autore.

Il Piccolo Principe è un bambino che viene dallo spazio e incontra nel deserto un pilota con l'aereo rotto. Il bambino gli chiede di disegnargli una pecora e inizia a raccontare la sua storia. Vive da solo su un piccolo pianeta dove si occupa di tutto: pulisce i vulcani, toglie le piante cattive come i baobab e cura una rosa apparsa all'improvviso. Un giorno, stanco del carattere difficile della rosa, decide di partire per cercare degli amici. Durante il viaggio visita diversi pianeti e incontra personaggi strani: un re, un uomo d'affari, un geografo, un matematico, un lampionaio e un ubriacone. Arrivato sulla Terra, il bambino cammina a lungo senza incontrare nessuno. Poi scopre con tristezza che esistono moltissime rose uguali alla sua, che credeva unica. Triste e confuso, incontra una volpe che gli chiede di "addomesticarla". La volpe gli spiega che solo creando un legame, qualcosa diventa davvero unico e speciale. Il Piccolo Principe capisce allora che la sua rosa è unica proprio perché la ama. Tornato nel deserto dove era arrivato un anno prima, grazie al morso di un serpente il bambino può tornare dalla sua rosa. Lascia al pilota il ricordo di un'amicizia speciale e un grande insegnamento: si vede bene solo con il cuore, l'essenziale è invisibile agli occhi.

Il “Piccolo Principe” inizia con una dedica speciale:

A LEONE WERTH

Domando perdono ai bambini di aver dedicato questo libro a una persona grande.

Ho una scusa seria: questa persona grande è il miglior amico che abbia al mondo.

Ho una seconda scusa: questa persona grande può capire tutto, anche i libri per

bambini; e ne ho una terza: questa persona grande abita in Francia, ha fame, ha

freddo e ha molto bisogno di essere consolata. E se tutte queste scuse non bastano,

dedicherò questo libro al bambino che questa persona grande è stata. Tutti i grandi

sono stati bambini una volta. (Ma pochi di essi se ne ricordano).


Secondo lo studioso Webster, autore del libro intitolato: Saint-Exupéry. Vie et mort du Petit Prince, la dimensione fiabesca del racconto è dovuto all'attaccamento di Saint Exupery alle fiabe di Andersen, che lesse quando aveva 5 anni.

È una favola fantastica: le rose, il serpente e la volpe parlano; un bambino di sei anni viaggia nello spazio volando con gli uccelli; i pianeti hanno caratteristiche impossibili.

È anche una storia di vita reale: racconta di un pilota con l'aereo guasto, cosa che può succedere davvero; due persone si incontrano, diventano amici e imparano l'uno dall'altro.

È una favola con animali: c'è una volpe parlante molto saggia e un serpente che con il suo veleno può riportare il Piccolo Principe a casa.

Non mancano le difficoltà: scarsità di cibo, c'è poca acqua e il clima rende difficile sopravvivere. Il finale ha un lieto fine: il Piccolo Principe ha trovato quello che cercava (ha capito quanto sono importanti la sua rosa e l'amicizia), il pilota ha aggiustato l'aereo e può tornare a casa.

Il 31 luglio 1944, alle ore 8,45 Antoine de Saint Exupery partì per il suo ultimo volo: sorvolare la regione di Grenoble-Annecy. Il radar lo seguì fino alle coste della Provenza dove, poco dopo, scomparve e venne dato per disperso alle ore 14,30.

Si ipotizzarono molte cause: l'abbattimento da parte di un aereo tedesco, un'avaria al motore. Nel 2000, al largo di Marsiglia vennero rinvenuti dei rottami di un P38 Lightning con il numero 2734 che potrebbe essere quello dello scrittore.


Antoine de Saint-Exupéry  (Lione, 29 giugno 1900 – Isola di Riou, 31 luglio 1944)
Antoine de Saint-Exupéry  (Lione, 29 giugno 1900 – Isola di Riou, 31 luglio 1944)

 
 

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