MUSEO D-DAY IN MINIATURA
- FRIDA MONTEFUSCO

- 4 ore fa
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Il Sogno di un Professore: la Nascita del D-Day in Miniatura
un museo originale, in miniatura e dedicato al D-day , il giorno dello sbarco in Normandia, il giorno considerato il più lungo in assoluto. Un appassionato professore di Storia. La volontà di voler contribuire a raccontare e mantenere viva la narrazione di un evento che ha cambiato le sorti della nostra società.
Il D-Day - 6 giugno 1944
Lo sbarco in Normandia fu la più grande operazione anfibia della storia, con il nome in codice "Operazione Overlord". Circa 156.000 soldati alleati sbarcarono sulle spiagge della Normandia, divise in cinque settori: Utah, Omaha, Gold, Juno e Sword.
"Il Giorno Più Lungo" Questa espressione deriva dal famoso film del 1962 "The Longest Day", basato sul libro di Cornelius Ryan, che racconta gli eventi del 6 giugno 1944 da diverse prospettive.
Nel cuore dell'Italia del Nord, a Crema, nel 2009, sessantacinque anni dopo quegli eventi epici, un appassionato professore di storia: Giordano Formenti, realizzò un museo speciale, affinchè le nuove generazioni non dimenticassero quel 6 giugno del 1944. Il giorno in cui migliaia di giovani soldati sfidarono le onde gelide della Manica per restituire la libertà all'Europa.
Nacque così il primo museo italiano interamente dedicato al D-Day e alla Battaglia di Normandia: un luogo dove la storia viene narrata attraverso miniature meticolosamente ricostruite, diorami che catturano l'essenza di ogni momento cruciale, e una tecnologia multimediale che trasporta i visitatori indietro nel tempo.
Il professore e fondatore del Museo D-day, ha rilasciato un'intervista a Ioien cultura.
1. Origini e ispirazione |
• Come è nata l’idea di creare un museo in miniatura dedicato al D-Day?
G.F. Dall’incontro di svariati fattori: la mia formazione storica, l’hobby del modellismo e del collezionismo, il fascino della Normandia con i suoi paesaggi, la sua cultura e il modo davvero unico con cui conserva la memoria dello sbarco.
• Qual è stato il principale obiettivo nel realizzare questo progetto? G.F. Direi senza’altro rendere un, sia pur modestissimo omaggio, agli uomini che hanno combattuto per liberare l’Europa dal gioco nazista.
• Quanto tempo è stato necessario per completare la collezione e l’allestimento?
G.F. La collezione è iniziata quasi per caso una trentina di anni fa, l’allestimento vero e proprio (pensato come raccolta ordinata di materiale) risale al 2009 ma in realtà il museo è sempre in allestimento… si rinnova continuamente.
2. Contenuti e realizzazione |
• Quante e quali scene in miniatura sono esposte nel museo? G.F. Difficile fare un vero e proprio inventario, ma si tratta di centinaia di diorami, mezzi aerei navali e marittimi e decine di riproduzioni di uniformi. • Quali materiali e tecniche sono stati impiegati per costruire le miniature? G.F. Direi che la regola è soprattutto la varietà, soprattutto per quanto riguarda le scale utilizzate per miniature e diorami: si va dalle riproduzioni di uniformi e armi estremamente accurate in scala 1:6 fino ai diorami marittimi riprodotti in scala 1:2400 • Ci sono artigiani o modellisti particolarmente coinvolti nel progetto? G.F. In linea di massima si tratta di modelli realizzati da me a partire da kit commerciali più o meno personalizzati. In qualche caso ho fatto ricorso ad alcuni artigiani e modellisti, soprattutto inglesi, ad esempio per la collezione dei “Service Caps” britannici e canadesi in scala 1:6, realizzati appositamente per il museo.
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3. Accuratezza storica |
• In che modo è stata garantita la fedeltà storica delle ricostruzioni?
G.F. Principalmente grazie alle ampie fonti fotografiche d’epoca e a numerosi testi storici.
• Sono stati consultati archivi storici per la documentazione?
G.F. Soprattutto archivi fotografici e cinematografici (primo tra tutti quello dell’Imperial War Museum britannico) molti dei quali sono consultabili online e sono reperibili anche attraverso le pagine web e i canali social del nostro piccolo museo.
• Quali sono stati gli aspetti più difficili da riprodurre in scala ridotta?
G.F. Probabilmente i dettagli di alcuni mezzi utilizzati appositamente dagli alleati durante lo sbarco e la successiva campagna. Penso, ad esempio, ai carri speciali della 79a divisione o ai componenti dei porti Mulberry.
4. Esperienza dei visitatori |
• Come reagiscono i visitatori di fronte alle scene in miniatura?
G.F. La cosa che mi ha sempre maggiormente colpito durante le visite è senz’altro la reazione alla vastità delle risorse messe in campo durante lo sbarco. Del resto è proprio questo il fine dichiarato del museo: illustrare qualcosa di estremamente grande utilizzando qualcosa di estremamente piccolo.
• Qual è la sezione o la scena più apprezzata dal pubblico?
G.F. Difficile rispondere: forse la sezione dedicata a quella incredibile opera di ingegneria militare che sono stati i porti prefabbricati Mulberry, costruiti in Inghilterra, traghettati attraverso La Manica e installati sulla costa normanna per garantire i rifornimenti in assenza di porti conquistabili in tempi brevi.
• Il museo offre percorsi interattivi o strumenti digitali di approfondimento?
G.F. Il museo dispone di una ampia mediateca con migliaia di immagini digitalizzate e centinaia di ore di filmati. È inoltre possibile una “visita virtuale” ai luoghi dello sbarco su schermo interattivo. E sono disponibili lezioni multimediali digitali.
5. Educazione e memoria |
• In che modo, secondo lei, il museo contribuisce alla memoria collettiva dello sbarco in Normandia?
G.F. Il nostro contributo non può certo paragonarsi a quello dei tantissimi musei che sorgono sui luoghi dello sbarco. Diciamo che il nostro obiettivo è più modestamente quello di suscitare interesse e spingere ad approfondire lo studio di questo specifico avvenimento, del secondo conflitto mondiale in genere e a riflettere sul delicatissimo tema della guerra e della Pace
• Sono previste attività didattiche per scuole o gruppi giovanili?
G.F. L’offerta per le scuole si concentra soprattutto sulle lezioni multimediali e sugli approfondimenti da tenersi direttamente nelle scuole.
Gestione e prospettive future |
Ci sono progetti di ampliamento o nuove scene in preparazione?
G.F. Come dicevo, il museo è sempre in ampliamento. Attualmente direi che sto cercando di ampliare soprattutto gli aspetti multimediali con alcune installazioni digitali in fase di progettazione.
Che cosa rappresenta personalmente il museo in miniatura del D-Day per lei?
Soprattutto una straordinaria occasione per far convivere la mia formazione storica ed esperienza didattica con l’hobby del modellismo e l’amore per la Normandia.











