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Fenoglio, Milton e Una questione privata

Mombarcaro è un paesino di 266 abitanti circa, dipende dal momento, è considerata la vetta delle Langhe, con i suoi 896 metri di altitudine.

Da qui su, è possibile vedere il mare, per davvero. Il suo nome è composto dalla parola Monte e Barcari, da qui si scorgevano i velieri e oggi, dalla cima di alcune colline, nelle giornate particolarmente limpide, è ben possibile scorgere il luccichio delle onde.

Qui tra le stradine sterrate, il piazzale antistante la chiesa di San Michele, un tempo traeva ispirazione Beppe Fenoglio, noto come lo scrittore della Resistenza; è qui che trascorse gli ultimi mesi della sua vita terminata troppo presto a soli 41 anni, nel pieno dei suoi anni migliori. Un devastante tumore al polmone non gli diede scampo.



Fenoglio nasce ad Alba nel 1922 è quasi coetaneo di Italo Calvino, che sarà il suo primo lettore e crederà nel suo potenziale di scrittura. È un uomo di poche parole, timido e testardo, con la passione per la scrittura, il cinema e tutto ciò che è inglese. Fenoglio, come altri giovani del suo tempo, aveva vissuto la Resistenza e raccontata con una scrittura fotografica.

Fenoglio è l’autore di Una questione privata, il romanzo che più di tutti quelli che sono stati scritti al termine della guerra, è stato riconosciuto come Il racconto della Resistenza.

Il racconto venne pubblicato nel 1963, narra dell’amore non corrisposto di Milton per Fulvia, che invece se l’intende con Giorgio.

Milton, Fulvia e Giorgio erano amici, un tempo, prima della guerra, trascorrevano i lunghi pomeriggi nel giardino della villa di Fulvia. Poi la guerra, mise la parola fine alla loro spensieratezza. Accadde che un giorno, Milton si trovò a passare nei pressi della villa di Fulvia, dove un tempo erano stati felici, l’incontro casuale con la custode, e le mezze parole, lasciate cadere, come una confidenza: «…ultimamente veniva troppo spesso, e quasi sempre di notte…», lasciava sottendere una passione segreta per Giorgio, più bello e meno sgraziato di lui. Si genera così una vorticosa caccia del rivale che imprime una decisa accelerazione al racconto: Milton, prima, alle prese con la ricerca di Giorgio, e poi con il tentativo di liberarlo dal momento che era caduto in mano al nemico fascista, vive ora l’ossessione del tradimento e l’irrinunciabile bisogno di scoprire la verità.






alture tra Treiso e Mango
alture tra Treiso e Mango

“Milton si rivolse alle alture che stavano tra Treiso e Mango, il suo itinerario di domani. Il suo occhio fu magnetizzato da un grande albero solitario, con la cupola riversa e come impressa in quella fascia argentata che rapidamente si ossidava. ‘Se è vero, la solitudine di quell’albero sarà uno scherzo in confronto alla mia’. Poi, con infallibile istinto, si orientò a nord-ovest, in direzione di Torino, e disse: «Guardami, Fulvia, e vedi come sto male. Fammi sapere che non è vero. Ho tanto bisogno che non sia vero.»

Le pagine sono dominate dalle atmosfere rarefatte, e la nebbia come metafora dei dubbi di Milton, Fulvia è un ricordo del passato che crea visioni nel presente e si intreccia con le condizioni metereologiche.

Il paesaggio delle Langhe fa da sfondo e specchio al tormento di Milton, in piena Resistenza.

È un romanzo cinematografico, Fenoglio ha la capacità di portarti li nella scena, e farti dialogare con i personaggi e i loro tormenti.

Nel 1964, a un anno dalla scomparsa di Fenoglio, lo stesso Italo Calvino scrisse:

"E fu il più solitario di tutti che riuscì a fare il romanzo che tutti avevano sognato, quando nessuno più se l’aspettava, Beppe Fenoglio, e arrivò a scriverlo e nemmeno finirlo, e morì prima di vederlo pubblicato, nel pieno dei quarant’anni. Il libro che la nostra generazione voleva fare, adesso c’è, e il nostro lavoro ha un coronamento e un senso, e solo ora, grazie a Fenoglio, possiamo dire che una stagione è compiuta, solo ora siamo certi che è veramente esistita".



Nel cimitero di Alba, “partigiano e scrittore” sono le due parole scolpite in ferro battuto sul marmo della lapide di Beppe Fenoglio.





Buon 25 Aprile.

 
 

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