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“Italo Svevo, Freud e la psicanalisi”

Aggiornamento: 15 ore fa

un brillante scrittore, il padre della psicanalisi e la storia di un uomo affetto da nevrosi.




Nelle opere di Italo Svevo, la tematica del trauma, si manifesta attraverso la psicanalisi in particolare con gli studi di Freud, a cui Italo Svevo era particolarmente interessato.

I protagonisti dei suoi romanzi hanno una caratteristica comune: la percezione di essere ammalati, di una generica nevrosi, perché non specificata in modo chiaro. Tuttavia comprensibile sin dall’inizio, gli eroi dei suoi romanzi sono tutti “ammalati”.


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Mai come adesso, nella nostra società contemporanea, un autore come Italo Svevo, può essere letto e compreso dalla maggior parte delle persone, perché quasi tutti siamo a conoscenza del trauma, delle nevrosi e dello stress.


Nel periodo in cui scriveva Svevo, la situazione era decisamente molto diversa, questo genere di argomento era ancora in una fase di ricerca e gli studiosi avevano elaborato le

teorie di base, che poi saranno sviluppate nel corso degli anni fino ai giorni nostri.

Il trauma è sempre esistito, tuttavia è stato riconosciuto solo a partire dal 1980.


Il pensiero di Svevo è che l’uomo si è ammalato in seguito all’essersi allontanato troppo dalla natura che rappresenta la salute; questa opinione è condivisa anche dal filosofo Foucault:

“Il folle rivela la verità terminale dell’uomo: egli mostra fino a dove possono spingerlo le passioni, la vita sociale, tutto ciò che allontana da una natura primitiva che non conosce la follia”.




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Michael Foucault ( nato a Poitiers, 15 ottobre 1926 e morto a Parigi, 25 giugno 1984)

E' stato un filosofo francese, i suoi studi sono concentrati nell'individuare le condizioni storiche in base alle quali la malattia e la follia si sono costituite come oggetti di scienza, dando luogo alla psicopatologia e alla medicina clinica.

Storia della follia nell'età classica (1961)






L'idea di malattia, in Svevo e successivamente per tutto il XX secolo, è strettamente legata

all'emergere della psicanalisi e allo svilupparsi di discipline mediche quali psichiatria,

psicologia e neurologia.

I suoi romanzi, sono i precursori del Modernismo, non solo presentano in sé

alcune delle maggiori innovazioni teoriche da svariati campi del sapere, ma riflettono anche sul cambiamento della società, delle forme di pensiero e della conoscenza; basandosi in particolare su un approccio psicologico e psicanalitico nei confronti del reale, le storie di vita narrate da Svevo, contribuiscono a descrivere la creazione dell'uomo moderno.

La malattia diventa tema letterario, a partire dall'Ottocento, con la forma di un nuovo

romanzo psicologico che ha, come protagonisti, i malati immaginari e come oggetto

privilegiato la loro interiorità.

Nella Coscienza di Zeno , l'interiorità del protagonista è così espressiva nella sua relazione con l'esterno, che tutti i personaggi che gli stanno intorno sembrano diventare una proiezione della sua mente.


Nell’Ottocento era diffusa a livello culturale una nuova immagine del corpo come incontrollabile e fantasmagorico “teatro di nervi”, afferma la Professoressa Alessandra Violi, questo perché nel secolo precedente era stata fatta una scoperta importante: la funzione dei nervi.

Si capisce che sono i nervi i veri responsabili della ricezione delle informazioni esterne e della loro elaborazione interna. Si comprende anche che la sede ultima dei nervi, risiede nel cervello e quindi i nervi svolgono una funzione importante per la razionalità.

Di pari passo la psichiatria si sviluppa verso l’approfondimento dell’io e della psiche, iniziando l’evoluzione che la condurrà alla forma con cui la conosciamo oggi.

Da qui, si sviluppa la psicanalisi, una scienza che influenzerà la letteratura del Novecento, e che troviamo nelle opere di Svevo.

In Italia, prende piede nella città di Trieste, perché è quella più vicina a Vienna, dove risiede il Professor Freud. Sempre a Trieste è presente il Dottor Edoardo Weiss, che era stato allievo di Freud e che ha in cura Italo Svevo ed è il primo studioso a pubblicare un libro sulla psicanalisi: Elementi di psicanalisti 1932, quindi a Trieste la psicanalisi era molto diffusa.

L’aspetto innovativo di questa scienza è che non si limita alla medicina ma si allarga alla letteratura, alla filosofia e alla religione.



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Edoardo Weiss (nato a Trieste, 21 settembre 1889 e morto a Chicago, 14 dicembre 1970), è stato definito da Freud l’«autentico, tenace pioniere» della psicoanalisi italiana (1930); sua moglie Vanda Shrenger divenne la prima pediatra di formazione psicoanalitica ad esercitare in Italia e contribuì attivamente alla creazione del movimento psicoanalitico nel nostro Paese.

Nel bar Garibaldi a Trieste, il Dottor Weiss si ritrovava quasi ogni sera con Svevo, Saba e altri futuri illustri intellettuali a conversare sull'inconscio.

Weiss fu un pioniere: prima divulgò la psicanalisi a Trieste, poi si trasferì a Roma, dove fondò la Società psicanalitica italiana, poi le leggi razziali costringeranno Weiss a trasferirsi negli Stati Uniti.


Svevo approfondisce questi studi e trae spunto dagli esempi per la creazione dell’opera: La coscienza di Zeno. La trama del romanzo narra la storia di Zeno Cosini, che decide d’intraprendere il percorso di cura col Dottor S. perché è arrivato ad una conclusione: la sua tormentata dipendenza dal fumo ha prodotto una seconda forma di malattia, vale a dire l’ossessione – mai soddisfatta – di fumare l’ultima sigaretta e poi smettere per sempre. La storia della sua malattia è dunque la storia della sua opprimente relazione col vizio del fumo, dal quale ha cercato a più riprese di liberarsi con esiti vani.

Nel Profilo autobiografico, Svevo definisce Zeno «fratello di Emilio e di Alfonso» e aggiunge

che essendo egli più vecchio e più ricco degli altri due, potrebbe ritirarsi dalla lotta, ma è triste di non potervi partecipare.

La coscienza di Zeno si apre con una Prefazione scritta in prima persona dal Dottor S., il quale afferma di pubblicare il diario del suo paziente che ha interrotto la cura psicanalitica; aggiunge di aver consigliato al paziente di scrivere un'autobiografia, nonostante sia un metodo nuovo e non particolarmente condiviso dai colleghi: «egli era vecchio e io sperai che in tale rievocazione il suo passato si rinverdisse, che l'autobiografia fosse un buon preludio alla psico-analisi».


consigli di lettura:


per approfondire l'argomento:

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per approfondire la storia del Dottor Weiss

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per approfondire il pensiero di Micheal Foucault

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