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Luigi Meneghello, racconta la Resistenza e la Liberazione in “I piccoli maestri”

“Scommetto che avete fatto gli atti di valore.”

“Macché atti di valore. Non eravamo mica buoni, a fare la guerra.”

Luigi Meneghello, I piccoli maestri



Luigi Meneghello è nato a Malo nel 1922, partecipa attivamente alla Resistenza, nel gruppo dei cosiddetti "piccoli maestri", da qui il titolo del libro: I piccoli maestri, che viene scritto solo nel 1964, quando gli echi della guerra sono ormai lontani; tra le sue pagine prende vita la storia della resistenza italiana e la tanto attesa liberazione, attraverso gli occhi e l’anima di un giovane ragazzo poco più che ventenne.

In verità il vero significato del titolo del libro arriva da molto lontano, da un'altra epoca, così come racconta l'autore durante un Convegno nel 1986:

"I “piccoli maestri” del titolo hanno un’origine del tutto laterale rispetto al contenuto: vengono dall’espressione francese petits maîtres che avevo trovato in un saggio inglese del ‘700, usata per designare scherzosamente i beneducati banditi da strada del tempo. Si tratta di un saggio di Horace Walpole che io stesso ho tradotto insieme con altri saggi, 14 in tutto, per un’antologia di Saggisti inglesi del 700 uscita nel 1963, un anno prima dei Piccoli maestri".



Luigi Meneghello è il 4° da sx
Luigi Meneghello è il 4° da sx



Il libro è una sorta di memoriale autobiografico della sua esperienza sull’altopiano di Asiago, tuttavia è un libro di un Io che racconta al plurale, non ha un andamento lineare perché procede in avanti ed indietro tra presente e passato: il patto che fa con il suo lettore è che sta raccontando qualcosa di vissuto, i toni sono colloquiali e c’è una volontà anti eroica, non è un libro di azione ma di narrazione.

 Luigi insieme a Simonetta, una ragazza partigiana, durante i giorni della Liberazione, salgono sull’altopiano a recuperare il parabello e un libro nascosti tra le rocce, sono giovani e sono sopravvissuti.

Quando fu pubblicato il libro, inizialmente venne criticato, perché era stato scritto dopo vent’anni dall’evento.

 Luigi Meneghello si era autoesiliato, perché aveva deciso di non partecipare come gli altri scrittori al dibattito culturale italiano che imperversava in Italia negli anni successivi alla Liberazione, attese a lungo prima di scrivere della Resistenza.


«I piccoli maestri è stato scritto con un esplicito proposito civile e culturale: volevo esprimere un modo di vedere la Resistenza assai diverso da quello divulgato, e cioè in chiave anti-retorica e anti-eroica. Sono convinto che solo così si può rendere piena giustizia agli aspetti più originali e più interessanti di ciò che è accaduto in quegli anni».


Il suo linguaggio di scrittura si differenzia dallo stile classico del tempo, perché è molto moderno rispetto a quel contesto storico. Le pagine sono ricche di freschezza della gioventù, di ideali e di drammatiche vicende reali viste da giovani ragazzi che si stavano appena affacciando alla vita.



Vita e percorsi di Luigi Meneghello

Da giovane studente partigiano, compie diverse azioni nell'altopiano di Asiago, sfuggendo a diversi rastrellamenti. Finita la guerra, è impegnato nel Partito d'Azione e si laurea in Lettere, sposa nel 1948 Katia Bleier, un'ebrea jugoslava che era stata rinchiusa con la famiglia ad Auschwitz, e venne liberata nel 1945 dagli inglesi.

Luigi Meneghello è un autore poco conosciuto in Italia, mentre all’estero ha una notorietà critica importante, ha insegnato per anni letteratura italiana all’Università di Reading in Inghilterra, dove ha diretto il Dipartimento di italianistica.



«Sono nato e cresciuto a Malo, nel Vicentino, e lì ho imparato alcune cose interessanti. Ho fatto studi assurdamente “brillanti” ma inutili e in parte nocivi a Vicenza e a Padova; sono stato esposto da ragazzo agli effetti dell’educazione fascista, e poi rieducato alla meglio durante la guerra e la guerra civile, sotto le piccole ali del Partito d’Azione. Mi sono espatriato nel 1947-48, e mi sono stabilito in Inghilterra con mia moglie Katia. Non abbiamo figli».

Luigi Meneghello muore il 26 Giugno 2007 a Thiene. Il  lascito per tutti noi sono i suoi  libri ed un toccante documentario girato da Marco Paolini:




 
 

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