Fortunato Depero: dalla Val di Non alla creazione di oggetti di Design
- FRIDA MONTEFUSCO

- 26 ott 2025
- Tempo di lettura: 5 min
"vedere tutto e sperimentare tutto, ma alla fine far prevalere quell'impeto creativo"
Fortunato Depero
Fortunato Depero nasce a Fondo nel 1892, un piccolo gioiello incastonato in cima alla Val di Non, la valle delle mele, ma quando venne al mondo Fortunato, era ancora collocato all’interno del territorio austro-ungarico.
Per raggiungere Fondo, il percorso più scenografico è attraverso il Passo della Mendola, durante la primavera inoltrata, tra i meli i fiore e i vitigni in formazione dei primi piccoli grappoli è un tripudio di colori e di luce. Negli anni a seguire, si trasferì con la famiglia da Fondo a Rovereto.
La sua famiglia era di umili origini: il padre aveva iniziato a lavorare come spazzacamino, poi come guardia del regio esercito, la madre era una bravissima cuoca, con tanto affetto per i suoi figli.
Fortunato aveva un carattere forte e irrequieto, che gli creò non poche difficoltà, tant’è che venne spedito dritto in collego a Merano e poi intraprese gli studi presso la Scuola Reale Elisabettiana, specializzata nelle Arti applicate.
Il suo talento esplose come un fiume in piena e ruppe gli argini: dalla pittura, alla scultura, al ritratto e alla creazione di oggettistica.
Nel 1913, arriva il grande viaggio, a soli 21 anni si trasferisce a Roma e respira la corrente artistica del momento: il Futurismo, nato da un’idea di Filippo Tommaso Marinetti: il movimento, la velocità e l’automobile. Oltre a dipingere, compone anche poesie e poemetti, i cui temi sono orientati sul futuro, la celebrazione della modernità e il mito della macchina.
A Roma visita la mostra di Boccioni, da cui trae ispirazione per i suoi bozzetti sul dinamismo, le figure che disegna sono scomposte e disegnate nell'atto del movimento.

Intensifica i suoi rapporti con Tommaso Marinetti e Giacomo Balla, artisti protagonisti del “primo Futurismo”. Proprio Balla, torinese ma residente da una decina d’anni a Roma, diventa in pochi mesi il suo maestro.
Nel frattempo è in corso il 1° conflitto mondiale, la sua terra natale è in prima linea nello scontro, si arruola volontario sul Col di Lana, combatte per pochi mesi, poi viene esonerato per problemi di salute.
COSTRUZIONI PLASTICHE E CANZONI RUMORISTE
Fortunato crea un modo originale di trasporre su carta i rumori moderni provenienti dalle nuove attività ed oggetti che stavano iniziando ad animare l'ambiente sociale e immagina un linguaggio universale: crea l'onomalingua.
E’ derivata dall’onomatopea, dal rumorismo, dalla brutalità delle parole in libertà, futuriste. E’ il linguaggio delle forze naturali:
vento-pioggia-mare-fiume-ruscello-ecc. degli esseri artificiali rumoreggianti creati dagli uomini: biciclette, tram, treni, automobili e tutte le macchine.

Un elemento distintivo di Fortunato è che, in realtà, non si è mai adattato alle regole futuriste, ed ha percorso parallelamente un suo sentiero personale, lui era uno sperimentatore, figlio del suo tempo. Un giovane artista poliedrico in una società che velocemente stava cambiando: dalla guerra mondiale alle automobili, che stavano lentamente prendendo il posto delle carrozze; la diffusione dei caffè all'aperto e di prodotti di consumo di massa.
Fortunato segue questa corrente, la sua mente analizza e crea graficamente tutto questo cambiamento. Si potrebbe definire anche come il precursore dell'odierno "Content creator": è il professionista che si occupa di creare contenuti accattivanti per aziende e brand.
tra il 1924 e il 1928 si concentra la sua attività pubblicitaria. Fortunato lavora per ditte trentine ma anche per altre importanti e note realtà italiane: Richard Ginori per le ceramiche, San Pellegrino, per l'acqua minerale, la famosa casa di liquori Alberti, la casa di biciclette Bianchi, etc.
Tuttavia è con la ditta milanese Campari, produttrice dei famosi Bitter e Campari soda che viene ricordato. Un legame tra la famiglia Campari e Depero lungo un sogno: le intuizioni di Davide Campari e l'estro creativo di Fortunato, le troviamo nella bottiglietta in vetro smerigliato del Campari Soda monodose.

La pubblicità era ed è tuttora il supporto fondamentale dei processi di sviluppo economico e culturale della società di massa contemporanea, e si sviluppa agli inizi del XX secolo, affiancando il nuovo corso della storia dell'arte, che inizia a relazionarsi con i nuovi processi di comunicazione.
Fino ad allora ci si basava su modelli consolidati degli anni precedenti, in Francia era presente l'influenza di Toulouse-Lautrec, in Germania erano radicati gli insegnamenti della Kunstgewerbschule, basata sulla litografia e cromolitografia, il lettering, poi l'impulso del Secessionismo viennese; si sviluppa una linea simbolista, che prende vita con i manifesti in stile liberty, in tutto questo mix di correnti espressive, Fortunato è alla costante ricerca di una sua originale identità artistica.
Elabora un sistema di rappresentazione creativa basato sulla semplicità delle figure: f il cono, il parallelepido, il cubo e all'uso dei colori primari, anticipando molto delle regole delle pubblicità contemporanea: chiarezza del messaggio visivo e verbale.
Nella pubblicità Campari, cosi come per lo Strega, i cartelloni pubblicitari si popolano di buffe marionette, dalle forme morbide e spigolose, che appaiono lungo i muri delle strade o sulle pagine dei giornali, promettendo un'ampia gamma di prodotti moderni.
Le figure sono ritagliate nello sfondo, spesso monocromatico, per dare un rilievo plastico di forte impatto visivo e per farle entrare subito nel campo di attenzione di chi guarda.
La semplificazione delle forme, che traggono spunto dal disegno d'infanzia. Si crea un'atmosfera di gioco: le matite pupazzo che disegnano da sole.

Ricevetti nel 1926 una lettera da una Casa di Milano con la quale mi si ordinava di eseguire alcuni bozzetti per cartelli di matite. Finalmente ne creai quattro: Fabbrica di matite, L’animale-matita, L’uomo-matita e Fascio di matite colorate. Avevo impellente bisogno di denaro, e per la prima volta rifiutai un assegno che ritenni di umiliante compenso ai miei meriti.
Nel settembre del 1928 salparono con me sull’Augustus. Giunti a New York conobbero le vetrine della Fifth Avenue; le Gallerie di Madison Avenue e Park Avenue. Conobbero le officine dell’American Lead Pencil Co. in Hobocken. Nel momento che scrivo splendono la loro originalità nella mia sesta mostra a New York, all’Advertising Club in Park Avenue».
Fortunato era troppo avanti con le sue idee, in Italia non vennero apprezzate, mentre qualche anno più tardi negli Stati Uniti ebbero un successo clamoroso.
Sul finire degli anni Venti, inizia una nuova avventura per lui negli Stati Uniti, sperimenta la modernità, la sua fantasia è fortemente sollecitata dalle novità: i paesaggi d'acciaio e le folle oceaniche di uomini e di macchine in continuo movimento. L'attività di grafico pubblicitario va alla grande perchè collabora con riviste di moda come Vogue e Vanity Fair, ma da vita anche alle brochure dei grandi magazzini. Poi il ritorno in Italia non sarà così luminoso come il periodo americano, dovrà rinunciare a molti dei suoi progetti, si isolerà in Trentino, e poi la fine del movimento futurista porteranno al declino della sua creatività.
Unica eccezione il suo Museo a Rovereto, dove concentrerà tutte le sue energie.
Fortunato muore il 29 novembre 1960 a Rovereto all'età di 68 anni, accanto a lui, la donna di una vita: Rosetta Amadori.

«Nacqui a Fondo (Val di Non) Trentino nel 1892. Altipiano di prati e selve oscure di larici ed abeti. Vallata di castelli e santuari. Padre nato spazzacamino e vissuto gendarme e carceriere: ciglia e baffi ispidi ed irti, si commuoveva per un nonnulla, religioso. Madre cuoca tutt’occhi e tutto cuore. Discolo, fui spedito in un collegio tedesco a Merano: mangiavo male e non mi piacevano i tedeschi. Feci pochi anni di scuole medie Reali a Rovereto, mia città adottiva. Studiai di malavoglia. Disegnavo, dipingevo, modellavo, scolpivo con passione precoce e tumultuosa frenesia di autodidatta. » […]
da: Depero Futurista 1913-1927 (libro bullonato), 1927

















