Jane Austen e Charlotte Bronte: due scrittrici a confronto
- FRIDA MONTEFUSCO

- 1 giorno fa
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Aggiornamento: 2 ore fa
Due scrittrici inglesi che narrano di donne, entrambe sono vissute nell’Ottocento ma in periodi diversi, Jane nel periodo della reggenza e Charlotte nel periodo vittoriano.
Le storie di vita animano i loro romanzi, sono ambientate in Inghilterra e sono lo specchio della società in cui vivevano Jane e poi Charlotte. Due donne che sono state capaci di descrivere la condizione della donna e i limiti che la società imponeva loro.

Jane Austen nasce nel dicembre del 1775 a Steventon, un piccolo paese situato nella parte meridionale del Regno Unito, pubblica tutte le sue opere in forma anonima per mantenere una distanza tra la vita privata e quella pubblica, nel 1817 quando morì era quasi una sconosciuta.
Fu suo nipote, che la fece conoscere al pubblico, quando nel 1872 scrisse il libro: A Memoir of Jane Austen.
Jane Austen è considerata la scrittrice di transizione tra il romanticismo ed il realismo. I personaggi delle sue storie si trovano a dover fare i conti con una società in cui se un membro di una casa nobile si fosse ostinato a voler sposare una ragazza appartenente ad una classe sociale molto più bassa, avrebbe potuto facilmente trovarsi tagliato fuori dalla sua eredità. Inoltre anche se non apertamente, la guerra napoleonica fa da sfondo alle sue storie: i personaggi maschili sono spesso ufficiali o hanno legami con l’esercito.
Jane racconta la condizione della donna, attraverso le differenze all’interno dello stesso contesto sociale aristocratico, la necessità di far prevalere l’immagine e il prestigio a scapito degli affetti.
Le sue eroine sono donne che pur parlando ed interagendo mediante gli strumenti che regolamentavano la società del tempo, riescono ad autodeterminarsi.

Nei primi anni dell’800 mentre in Germania si svilupparono le prime teorie romantiche, in Francia, dopo la Rivoluzione francese, si intensificarono i movimenti culturali e si riscoprirono autori come Swedenborg: un mistico svedese che ebbe un’influenza particolare sulla letteratura romantica.

Chi era questo mistico svedese?
era un tuttologo, come potremmo definirlo nel nostro linguaggio contemporaneo, si è occupato di un pò di tutto: dalla scienza alla chiromanzia, passando anche per l'omeopatia!
Ebbene questo signore, scrisse anche un libro si metalli. Accadde che a metà della sua vita, venne folgorato dalla chiamata spirituale e cambio rotta. Divenne un personaggio particolare perché scrisse di essere in grado di comunicare con l'aldilà e di vedere gli angeli. Per farla breve, potrebbe essere considerato da molti un visionario, tuttavia alcune sue intuizioni e descrizioni, vennero rivalutate nella Psicologia del Novecento, in particolare da Jung.
In Inghilterra, durante il periodo definito: età della Reggenza, che va dal 1811 al 1820, prende vita il Regency romance novel, un genere che ha affascinato lettori di ogni epoca con le sue storie, intrise di romanticismo e sfarzosi ambienti del periodo Regency.
L’età della Reggenza inglese è stata un’epoca di profonde trasformazioni sociali, politiche ed economiche, segnata dall’ascesa di figure centrali nella storia del paese come Giorgio IV che inaugurò una nuova era di raffinatezza culturale, durante la quale fiorirono le arti. Il Principe si guadagnò l’appellativo di Prince of Pleasure, era un mecenate delle arti, interessato tanto alla pittura quanto all’architettura. L’epoca della Reggenza si contraddistinse anche per la fertile produzione letteraria.

L’immagine del suo Regno che la storia riporta è quella di un Paese fortemente diviso, sia a livello sociale che a livello politico: da una parte il Reggente con l’aristocrazia, e dall’altra le classi sociali più umili, che vissero una povertà dilagante dovuta sia alle guerre napoleoniche, sia alle spese della Corona. La società inglese dei primi anni dell’Ottocento è una società stratificata in diversi livelli sociali, caratterizzati da elementi profondamenti diversi.
L’epoca della Reggenza si contraddistinse anche per la fertile produzione letteraria, ed è in questo contesto storico che Jane Austen scrive i suoi romanzi.
il primo esempio di Regency romance novel è Pride and Prejudice uscì in tre volumi con copertina rigida e fu pubblicato il 28 gennaio 1813, narra la storia della famiglia Bennet, e rappresenta: uno dei cardini della storia letteraria inglese.

Jane Austen racconta le vicende della giovane ed esuberante Elizabeth Bennet, i cui genitori cercano di garantire sia a lei che alle sorelle un matrimonio vantaggioso. I sogni di Mrs. Bennet sembrano prendere forma con l’apparizione di due ricchi gentiluomini, Mr. Bingley e Mr. Darcy, il primo presentato come socievole ed amichevole e l’altro come sprezzante e orgoglioso. .
Jane Austen descrive in modo dettagliato e reale, la società del suo tempo, suddivisa per classi sociali, elemento che crea un ostacolo nelle vicende dei protagonisti: Elizabeth non fa parte di un ceto elevato e tanto meno possiede una buona fortuna, secondo le regole della società in cui vive non dovrebbe essere presa nemmeno in considerazione come possibile moglie per Mr. Darcy.
Attraverso queste dinamiche il lettore viene a conoscenza delle complesse relazioni sociali e di come la donna era limitata ad agire e scegliere in autonomia il suo destino. Il modo in cui la Austen espone i fatti, non crea una forte indignazione, perché fa da sfondo una romantica storia di amore e alla fine l’amore trionfa sempre.
«Elizabeth volle che Mr. Darcy le raccontasse quando si era innamorato di lei. "Come è cominciato?" disse. "Posso capire il piacere di proseguire, una volta iniziato, ma che cosa ti ha dato la prima spinta?" "Non so dire l'ora, il luogo, lo sguardo, o le parole che hanno posto le basi. È stato troppo tempo fa. Mi ci sono trovato in mezzo prima di accorgermi che fosse cominciato..»
Quante volte, i lettori si sono confusi e pensando che fossero coetanee invece prima c’è stata Jane e poi Charlotte e sua sorella Emily.
Charlotte Bronte, narra di donne coraggiose e lo fa condividendo con il lettore i loro moti interiori, i sentimenti che animano le loro vite, di amori difficili e di indipendenza, denuncia apertamente le condizioni che le orfane e le giovani ragazze povere erano costrette a subire negli Istituti che invece avrebbero dovuto aiutarle a crescere.

Charlotte Brontë ci trascina in un mondo completamente diverso, gotico, tormentato, più passionale.
Charlotte Brontë nasce nel 1816. È la maggiore delle tre sorelle sopravvissute all’infanzia. Lavora come insegnante, poi istitutrice. I suoi scritti sono pieni di inquietudine e lucidità. Il suo romanzo di esordio è stato Jane Eyre, viene dato alle stampe nel 1847, non porta la sua firma ma quella di Currer Bell, una firma da uomo, dell’alter ego maschile che lei aveva scelto come maschera, al fine di poter pubblicare in un mercato della letteratura che, ancora, si mostrava, restìo ad accogliere le voci femminili.
Il periodo in cui scrive è definito: Victorian Age, che va dal 1837 al 1901. Prende il nome dalla Regina Vittoria che ha regnato in quegli anni. È considerato uno dei regni più longevi della storia della Gran Bretagna. Furono anni di pace, con una crescita delle attività economiche ed uno sviluppo del Romanticismo, inoltre fu segnato da una forte disuguaglianza tra ricchi e poveri.

Questo periodo è segnato dallo sfruttamento minorile, i bambini venivano strappati dalle scuole per lavorare in fabbrica. La cultura vittoriana era caratterizzata da un’alternanza del gotico e romantico. Questo periodo vede le donne impegnate nella cultura, Mary Shelley con Frankenstein, le donne della classe media erano grandi lettrici, perché trovavano nella lettura un modo di esprimersi. La letteratura diventa un modo per educare ed intrattenere. È in questo contesto che si trovano a scrivere Charlotte Bronte e sua sorella Emily. Jane Eyre è il ritratto che Charlotte Brontë fa dell’emancipazione femminile e del riscatto sociale nell’epoca vittoriana.
Il mondo descritto da Charlotte Brontë è ingiusto, crudo, spietato, ma è un mondo realmente esistito: la tubercolosi e l’alta mortalità che ne consegue, l’estrema povertà della working class e il peso di essere donna senza un marito o un qualsiasi parente maschio che possa garantire per te. Jane Eyre è una delle prime eroine letterarie dalla vita tormentata. Rimasta orfana da piccola, viene affidata alle cure di una parente, la signora Reed, che la maltratta, poi Jane viene poi spedita in una scuola per orfane, della quale diventerà un’insegnante anni dopo, non prima di aver però provato atroci sofferenze psicologiche e fisiche. Jane riesce a divincolarsi da questa situazione di inferiorità attraverso lo studio. Negli anni passati nell’umida scuola legge, scrive, impara anche il francese. Jane è una donna dall’apparenza insignificante, taciturna, che non lascia spazio alla frivolezza. È soprattutto figlia di nessuno: non ha possedimenti o ricchezze da renderla interessante agli occhi della società.

Il romanzo si chiude su un’allegra scenetta familiare: Jane riesce a sposare Rochester e insieme hanno un figlio.
«So cosa significa vivere completamente per e con colui che amo più di ogni altra cosa al mondo. Ritengo la mia felicità perfetta, una felicità che le parole non riusciranno mai a spiegare, perché sono tutta la vita di mio marito e mio marito è la mia.»
Accade spesso di imbattersi in letture in cui vengono paragonate le due scrittrici: Jane Austen e Charlotte Bronte, il motivo è perché entrambe sono due icone della letteratura romantica inglese.
Il loro modo di raccontare è tuttavia diverso per lo stile, per il periodo e il contesto storico. Entrambe continuano a incantare generazioni di lettori.
In alcuni scambi epistolari di Charlotte Bronte è stato rilevato che la scrittrice prese le distanze da Jane Austen, in particolare per il suo stile di scrittura perché considerato troppo civettuolo e ironico. Tuttavia entrambe combattevano la stessa battaglia ma in periodi diversi e quindi con strumenti diversi.

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