Casa Balla: il Futurismo abita ancora a Roma
- CARLOTTA RUDELLI
- 26 ott 2025
- Tempo di lettura: 2 min

Nel cuore del quartiere Della Vittoria, a pochi passi dal Tevere, c’è un luogo dove il tempo si è fermato per lasciare spazio al colore, alla luce e al movimento. È la Casa Futurista di Giacomo Balla, al civico 39 di via Oslavia: un appartamento che non è solo una casa, ma una dichiarazione d’intenti, un manifesto abitabile del Futurismo italiano.
Quando Giacomo Balla vi si trasferì nel 1929 con la moglie Elisa e le figlie Luce ed Elica, non immaginava certo che quello spazio domestico sarebbe diventato un simbolo della sua visione del mondo. Qui, il pittore torinese — tra i più carismatici esponenti del Futurismo — diede vita a una sperimentazione totale, estendendo i principi del movimento artistico a ogni dettaglio della quotidianità. Sedie, tende, lampade, piatti, persino le maniglie delle porte: nulla sfuggiva all’occhio progettuale dell’artista. Tutto era ridisegnato secondo un nuovo alfabeto estetico, fatto di linee spezzate, geometrie e cromie vibranti. L’obiettivo era ambizioso: rendere l’arte parte integrante della vita, non più confinata ai quadri o alle sculture, ma capace di invadere gli spazi abitati, trasformandoli in scenografie del futuro.

Visitare oggi Casa Balla significa immergersi in un universo dove ogni superficie parla la lingua della modernità. Le pareti colorate si inseguono in giochi di luce, gli arredi si muovono nello spazio come organismi dinamici, e l’insieme restituisce l’impressione di trovarsi dentro un quadro vivente.
Non si tratta solo di una casa decorata, ma di un progetto visionario, dove arte e vita coincidono. Balla cercava di plasmare un nuovo modo di abitare, in cui la bellezza e l’energia del colore potessero migliorare la qualità dell’esistenza. In un certo senso, anticipava quel concetto di “design totale” che diventerà cardine del Novecento.
Per decenni, dopo la morte dell’artista nel 1958, la casa rimase chiusa, protetta con affetto dalle figlie dell’artista, Luce ed Elica, che ne conservarono ogni dettaglio come un reliquiario del sogno paterno. Solo di recente, grazie a un importante intervento del Ministero della Cultura, l’appartamento è stato acquistato dallo Stato e aperto al pubblico, tornando finalmente accessibile a studiosi, appassionati e curiosi.
L’iniziativa ha permesso non solo di salvaguardare un luogo straordinario, ma anche di restituire all’Italia e al mondo una testimonianza unica del Futurismo vissuto dall’interno, come esperienza quotidiana.
Oggi Casa Balla è visitabile su prenotazione, e varcarne la soglia significa entrare in un sogno fatto di colore, speranza e immaginazione: un futuro che, paradossalmente, non ha mai smesso di essere contemporaneo.

Info utili per la visita
La Casa Futurista di Giacomo Balla si trova in via Oslavia 39B, Roma, nel quartiere Della Vittoria. Le visite si svolgono su prenotazione obbligatoria e in gruppi a numero limitato, per preservare l’integrità degli ambienti originali. L’apertura è gestita dal Ministero della Cultura in collaborazione con il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, che cura anche le attività di ricerca e valorizzazione del sito.











