“Piccoli maestri, grandi lezioni: dal libro di Meneghello al film di Luchetti”
- CARLOTTA RUDELLI
- 24 lug 2025
- Tempo di lettura: 2 min
I piccoli maestri (1998), diretto da Daniele Luchetti, è un film tratto dall’omonimo romanzo autobiografico di Luigi Meneghello. Ambientato nel 1943, dopo l’armistizio dell’8 settembre, racconta la storia di un gruppo di giovani studenti universitari vicentini che, di fronte al crollo dello Stato e all’avanzata nazista, decidono di unirsi alla Resistenza. Privi di esperienza militare, guidati più da un’urgenza morale che da strategie concrete, questi ragazzi si improvvisano partigiani, affrontando la durezza del bosco, la paura, l’inadeguatezza e la confusione della guerra.

Lontano dalla retorica dell’eroismo, I piccoli maestri racconta una Resistenza fatta di tentativi, esitazioni e fallimenti, dove il coraggio si misura nella fatica di scegliere, nell’incertezza del fare la cosa giusta. I protagonisti non sono guerriglieri esperti, ma intellettuali in formazione, “piccoli” nel senso della loro inesperienza, ma “maestri” nella capacità di imparare dalla realtà, passo dopo passo, in un processo di maturazione etica e civile. Il film, come il romanzo, affronta temi profondi: la crescita personale in tempi straordinari, il rapporto tra pensiero e azione, l’impegno civile come costruzione quotidiana e non come mito.

Luigi Meneghello, autore del romanzo, partecipò realmente alla Resistenza nelle formazioni di “Giustizia e Libertà”. Nato a Malo, in provincia di Vicenza, nel 1922, trasformerà l’esperienza partigiana in un libro uscito nel 1964, che ancora oggi rappresenta uno dei testi più lucidi e sinceri sulla guerra civile italiana. Con uno stile sobrio, ironico e distaccato, Meneghello non celebra sé stesso né idealizza i compagni: piuttosto, mette a nudo la realtà concreta della Resistenza, fatta di slanci e goffaggini, coraggio e confusione, in un racconto dove l’epica viene continuamente smontata a favore dell’umanità.

Il film di Luchetti riesce, con coerenza e misura, a tradurre per immagini lo spirito del libro, evitando ogni eccesso retorico. Pur non potendo restituire appieno l’ironia linguistica e la profondità del testo scritto, la pellicola mantiene l’essenza del racconto: quella di una Resistenza civile, antieroica, imperfetta, ma autentica. Il tono realistico, il cast giovane e la scelta di una narrazione asciutta rendono il film un valido strumento di memoria e riflessione. I piccoli maestri è, in definitiva, un’opera che parla con efficacia ancora oggi, ricordandoci che resistere non è soltanto combattere, ma soprattutto imparare, scegliere, agire, anche quando non si è pronti.
Una lezione etica e umana, mai ostentata, ma profondamente necessaria.











